Il sito minerario è situato lungo la costa sud-occidentale della Sardegna, presso la località di Masua (Iglesias). Porto Flavia, che prese il nome dalla figlia primogenita del suo progettista, fu realizzato nel 1924 scavando la montagna per circa 600 metri; alla base di due gallerie sovrapposte un nastro trasportatore riceveva i minerali dai depositi sotterranei per trasferirli, con il suo ingegnoso braccio mobile, direttamente nella stiva delle navi di carico alla fonda. Questa ingegnosa soluzione che allora fu capace di rivoluzionare il sistema di imbarco dei minerali, sino a tale data praticato con il carico a mezzo coffe trasportate a spalla dai “galanze” carlofortini sulle loro barche a vela di 20-30 tonn., è ora illustrato ai visitatori perchè insieme al fascino di un luogo meraviglioso possano ammirare anche un esempio di ingegno e di tecnica realizzatrice.

L’opera occupa un posto importante per innovazione e tecnologia tra le realizzazioni in ambito minerario sardo. La società belga Vieille Montagne affidò all’Ing. Cesare Vecelli uno studio progettuale allo scopo di abbattere i costi di trasporto del minerale dalla cava all’imbarco. Il progetto venne realizzato tra il 1922 e il 1924.

L’opera si sviluppa interamente dentro la montagna per circa 600m, per poi avere uno sbocco a picco sul mare. La struttura esterna presenta in facciata un grande arco sovrastato dall’incisione “Porto Flavia”, affiancato da una torretta.

La realizzazione consta di nove silos scavati nella montagna tramite l’ampliamento di caverne naturali. Questi nove ampi vani si sviluppano tra due gallerie sovrapposte, proprio davanti all’isolotto di Pan di Zucchero.