Benvenuto ad Iglesias

Città della Sardegna sud-occidentale, Iglesias si trova a 176 m slm, inclusa nel territorio del Cixerri che va da Gonnesa a Fluminimaggiore comprendendo la pianura che separa i gruppi montuosi della regione. Confina ad ovest col mare, nel tratto che va dallo scoglio de S’Omini Mortu a Cala Domestica e successivamente in senso orario con i comuni di Buggerru, Fluminimaggiore, Domusnovas, Musei, Villamassargia, Narcao, Carbonia, Gonnesa.

L’isola amministrativa, denominata regione San Marco, comprende numerose frazioni, come Bindua, Monte Agruxiau, Nebida-Masua, Corongiu- Tanì, S. Benedetto, S. Giovanni Miniera.

Al nono posto in Sardegna come numero di abitanti, è capoluogo, con la recente Carbonia, della provincia di Carbonia-Iglesias. In città hanno sede alcuni organi del Consiglio Provinciale e dal 1503 la sede vescovile.

Iglesias, col suo passato di storia secolare, oggi una città moderne ed evoluta, che va conoscendo un nuovo modo di vita sociale, economico e culturale. Il numero dei suoi abitanti è cresciuto di parecchie migliaia negli ultimi anni e con la nascita di nuovi quartieri da una trentina d’anni si è registrata anche una costante crescita civile.

Il tessuto topografico della Iglesia riflette le sue vicende storico-economiche. È infatti possibile individuare tre fasi dello sviluppo urbanistico: quella medievale, quella dell’espansione mineraria, quella dell’ultimo dopoguerra.

Il nucleo storico si estende all’interno della cinta fortificata medievale; sono visibili vari tratti delle mura, delle torri e i ruderi del castello di Salvaterra, di cui sono in corso lavori di ripristino.

Il centro moderno si sviluppa attorno alla piazza intitolata a Quintino Sella – grande propulsore dell’industria mineraria isolana – che insieme all’adiacente piazza Oberdan, costituiscono vivaci e frequentati punti di ritrovo.

Come suggerisce il nome, Iglesias custodisce pregevoli monumenti di architettura religiosa, dove sono conservate pregevoli opere d’arte, come la cattedrale di Santa Chiara, le chiese della Madonna di Valverde, di San Francesco, della Madonna delle Grazie, della Purissima.

La sua storia economica conosce alti e bassi perchè da sempre strettamente legata allo sfruttamento delle miniere. I momenti di maggior splendore vanno ricercati durante le dominazioni pisana e aragonese, nella seconda meta del XVIII secolo, durante il dominio sabaudo, e dopo la metà del XIX secolo.

In seguito alle recenti crisi e al conseguente chiusura delle miniere, si sono intrapresi numerosi interventi di bonifica e di valorizzazione dei siti. Un ampio patrimonio industriale, non minore del patrimonio urbano, monumentale e naturalistico, prezioso per un centro che vuole trasformarsi in città turistica.