Chiesa San Francesco

Sorge nel centro storico medievale, a breve distanza dalla cattedrale, nell’omonima piazza. Risulta complesso datare con esattezza l’inizio dei lavori di costruzione. Si tratta di un esempio di architettura tardogotico-catalana tra i più significativi della Sardegna e le addizioni avvenute durante i secoli non hanno alterato l’organicità dell’insieme. La chiesa, in pietra sedimentaria e vulcanica, ha una facciata a capanna in conci di trachite rossa, ornata solo da due oculi e da un rosone in asse con il portale archiacuto.

L’aula è a navata unica, divisa in sette campate da archi a sesto acuto e con copertura lignea a vista. Il presbiterio è raccordato all’aula da un arco a sesto acuto bicromo. Sette cappelle rialzate voltate a crociera si aprono su ogni lato. Da menzionare il retablo di Antioco Mainas che era un tempo pala dell’altare maggiore, ma ora è custodito nella Pinacoteca Nazionale di Cagliari.

Forse in origine la chiesa apparteneva all’ordine benedettino presente in città prima dell’arrivo dei francescani. Mancano notizie sicure in merito alla presenza dei frati minori ma sembra che vi abitassero già al termine del dominio pisano, di certo la conquista catalana (1324) determinò la sostituzione del nucleo originario con frati iberici. Col passaggio dell’isola alla dominazione piemontese gli ordini religiosi furono sciolti e i loro beni incamerati dallo stato sabaudo. La chiesa francescana fu sconsacrata e, nel corso del tempo, adibita a destinazioni diverse: caserma, mercato, deposito di esplosivi. Tra il 1924 e il 1929 fu riaperta al culto e, dal 1935 al 1966, ritornò a poco a poco in possesso dei Francescani.

Il Retablo della Vergine

È uno dei retabli più importanti di Antioco Mainas. L’inserimento del retablo si colloca facilmente date tra il 1523 e il 1580, in quanto l’attività del pittore, esponente della grande tradizione della scuola di Stampace e indubbiamente tra i maggiori artisti della Sardegna meridionale, è documentata proprio tra il 1537 ed il 1571.

La ricostruzione ideale eseguita nel 1937 da G.Baldracchini offre la possibilità di comprendere come sia stata effettuata nel XVI secolo la sistemazione dell’interno della cappella maggiore, con la verosimile posizione del Retablo della Vergine. Si tratta di un doppio trittico a tempera e olio su tavola con predella a cinque scomparti. Nello scomparto mediano trovano spazio una Madonna e una Crocifissione. Attualmente è in custodia presso la Pinacoteca Nazionale di Cagliari.