Visit Iglesias - Chiesa della Madonna delle grazie

Chiesa della Madonna delle grazie

La facciata di questo edificio di culto, originariamente dedicato a san Saturno (martire cagliaritano), è divisa in due ordini. Il primo, risalente al
XIII secolo, inquadra il portale con architrave scolpito a girali d'acanto e sormontato da arco di scarico a tutto sesto che al suo interno conserva
un'iscrizione recante lo stemma del canonico iglesiente Marco Canavera e posta a ricordo della fondazione, presso questachiesa, di un monastero di clarisse voluto nel 1620 dallo stesso canonico e soppresso alla fine dell'Ottocento. Il secondo ordine presenta una monofora dalle linee gotiche mentre la parte superiore, in cui si aprono due finestre, è di fattura seicentesca e termina con un timpano ad ali spezzate e campanile a vela
che conserva una campana recante l'effige di santa Caterina d'Alessandria e la data 1649.
L'interno, ha pianta ad aula mononavata con copertura lignea sorretta da 5 archi a sesto acuto in trachite che a loro volta dividono la navata in
campate e la seconda campata, sul lato sinistro, si trova la grata con una piccola porta che serviva per la comunione delle monache Clarisse. Sulla parete destra della quinta campata si trova in basso, inserita nel muro, l'iscrizione funebre in memoria del sacerdote cappuccino Benedetto da Iglesias morto nel 1713, qui traslata dalla chiesa della Madonna di Valverde a seguito dell'istituzione presso questa chiesa della Madonna delle Grazie di una comunità di frati cappuccini che dal 1925 provvede all'ufficiatura di questa chiesa. Nell'ultima campata si aprono due piccole cappelle laterali.
Quella di sinistra dedicata a San Francesco e quella di destra al Sacro Cuore di Gesù. L'intradosso dell'arco a sesto ribassato d'accesso al presbiterio, suddiviso in quindici formelle rettangolari, propone decorazioni con motivi di rose e conchiglie del tutto simili a quelle che ornano l'arco trionfale della chiesa di san Domenico, sempre ad Iglesias.

La zona presbiteriale è sormontata da una cupola che si raccorda con il vano presbiteriale, di pianta quadrata, mediante pennacchi a scuffia in cui sono inserite mensole angolari in pietra. Una di queste reca incisa la data 1708. Sulla parete di fondo entro una nicchia, è conservato il seicentesco simulacro ligneo di Nostra Signora delle Grazie, venerata dalla comunità iglesiente perché si ritiene che grazie alla sua intercessione la città sarebbe stata liberata dal flagello delle locuste nel 1735. Tutti gli arredi liturgici, l'altare, la mensa eucaristica e l'ambone sono stati realizzati di recente nel tentativo di ricostruire, nei limiti del possibile, l'assetto della zona presbiteriale precedentemente alle modifiche tardo
novecentesche. Ha così ritrovato collocazione nel nuovo altare anche il grande reliquiario ligneo che venne realizzato da suor Giuseppina Pinna nel 1903. Si tratta di un manufatto di impostazione neo gotica eseguito in legno intagliato e dorato al fine di custodire le reliquie di san Placido donate al monastero iglesiente nel maggio del 1842 dal papa Gregorio XVI.
Attualmente esposte alla venerazione e disposte nelle pareti della navata si trovano alcune tele di un certo interesse artistico e storico. Meritano, infatti, menzione i quadri raffiguranti rispettivamente san Saturno e la Vergine con Bambino. Il primo (cm 100 x 180) è opera di ignoto pittore ed è riconducibile ai secoli XVI (fine) e XVII (inizio). Il secondo (secc. XVIII - XIX) raffigura la Vergine attorniata dai santi Severo e Severino, Cartoforo e Vittorino che vengono venerati come protettori dei muratori e per questo si ritiene che l'opera pittorica sia stata commissionata ad un
artista di ambito locale dal gremio cittadino dei muratori che aveva sede proprio in questa chiesa.

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