Visit Iglesias - Cattedrale di Santa Chiara

Cattedrale di Santa Chiara

La chiesa di santa Chiara, eretta tra il 1284 ed il 1288 durante la signoria del Conte Ugolino di Donoratico il cui stemma campeggia nell'iscrizione
dedicatoria a lato dell'ingresso, è l'unica Cattedrale della Cristianità dedicata alla Santa di Assisi e rappresenta, nelle strutture originarie superstiti, una testimonianza della transizione dalle linee romaniche a quelle gotiche, entrambe però lette in chiave isolana. La facciata è affiancata da un coevo campanile a canna quadrata nella cui cella campanaria si trovano quattro bronzi di cui il più antico - opera di Andrea Pisano - rimonta al 1327.

L'interno ad aula mononavata è suddiviso in quattro campate da archi trasversali acuti, ciascuna di queste, compresa l'ultima che è occupata dall'area del presbiterio, è coperta da elaborate volte a crociera nervate. Queste vennero poste in opera negli anni compresi fra il 1576 ed il 1588 e rivestono particolare importanza per le loro raffigurazioni che rimandano alla sensibilità artistica e religiosa che ha connotato la società cittadina in epoca spagnola. La gemma centrale della prima volta reca scolpito il crocifisso, quella della seconda campata una scena del martirio di Sant'Antioco (patrono della diocesi). La terza volta ha al centro la figura a tutto tondo di Sant'Antioco orante. La volta presbiteriale al centro presenta il Cristo nelle vesti di Giudice alla fine dei tempi, mentre nelle gemme o chiavi minori sono raffigurati rispettivamente santa Chiara, san Sebastiano, ancora sant'Antioco e san Giovanni Evangelista. Sulla destra dell'ingresso si trova un angelo porta bacile in marmo bianco, realizzato nella prima metà del secolo XVII, riconducibile alla produzione tardo manierista di ambito napoletano. Al centro della navata, sul pavimento, tra la prima e la seconda campata, una lastra in marmo indica la sepoltura del canonico iglesiente Emanuele Marongiu che fu vescovo di Nuoro fino al 1852.

Sulle pareti della navata vennero aperte a partire del secolo XV due cappelle per lato. La prima a destra dedicata a san Nicola vescovo di Mira ne accoglie il simulacro di fattura seicentesca. Nella seconda cappella di destra, estesamente rimaneggiata nel secolo XIX e attualmente dedicata alla Vergine del Carmelo, vi è la lastra tombale del vescovo di Iglesias Giuseppe Delle Piane, morto nel 1920. Sull'altro lato la prima cappella, già dedicata al Santissimo Sacramento, ospita un altare nella cui nicchia si trova il simulacro della Vergine del Rosario. Si tratta di un simulacro ligneo policromo e in parte damaschinato, riconducibile alla metà del secolo XVII. La seconda cappella a sinistra oggi destinata al culto di san Giovanni Battista accoglie i resti del vescovo di Iglesias Giovanni Pirastru, deceduto nel 1978. L'attuale transetto sinistro è invece il risultato dell'ingrandimento di una piccola cappella cinquecentesca dedicata a sant'Antioco; cappella che, a partire dal 1656, venne ingrandita e abbellita, ma che venne ultimata solamente nel 1680 e cioè quando l'architetto ligure Domenico Spotorno costruì il corpo cupolato. Nel 1683, il Capitolo della Cattedrale, commissionò, per questa cappella, allo scultore di origine siciliana Onofrio Damatto la costruzione dell'altare da realizzarsi in stucco e marmo. Questo manufatto fu presto soppiantato dalla messa in opera del grande altare ligneo che, iniziato nel 1712, venne ultimato nel 1718 e che ancora oggi si impone con la sua mole.

L'altare (m 11,00 x7,70), realizzato in legno di ginepro intagliato e dorato, si intagliato e dorato, si quello inferiore scandito da tre nicchie racchiuse entro quattro colonne tortili; quello superiore, compreso fra due cornicioni spezzati aggettanti, è suddiviso in tre specchi da quattro grandi telamoni. Il tutto è coronato dall'imponente fastigio con dipinto raffigurante l'Onnipotente (attribuito a Giacomo Altomonte), incorniciato
da balaustri tra vasi, volute e festoni. Negli specchi laterali del secondo ordine sono inseriti due scomparti pittorici eseguiti da Juan Maria Scaleta nel 1718 e aventi come soggetto episodi della vita di sant'Antioco. Nella nicchia centrale del secondo ordine si conservava, fino al 1851, l'urna d'argento contenente le reliquie del Santo. Nelle nicchie laterali del primo ordine vennero invece inseriti i seicenteschi simulacri di san Benedetto e di santa Chiara. Nella più ampia nicchia centrale si trova invece l'imponente statua tardo cinquecentesca di sant'Antioco. Sulla parete destra di questa cappella è posta un'epigrafe risalente all'VIII secolo e che, trovata nelle catacombe di sant'Antioco, nell'isola omonima, venne qua trasferita insieme alle reliquie del santo. L'iscrizione menziona lavori di restauro svolti nella chiesa sulcitana dal suo vescovo Pietro.

Nella parete opposta è invece inserita una lapide del 1763 che ricorda il ristabilimento dell'indipendenza della diocesi di Iglesias, arbitrariamente unita a quella di Cagliari nel 1513. Il transetto destro, costruito nel 1841, ospita un altare in marmo policromo realizzato per il presbiterio nel 1769 da maestranze di probabile formazione ligure e donato dal vescovo Tomaso Maria Natta. Sulla parete di fondo di questa stessa cappella si trova inoltre un'opera pittorica realizzata da Giovanni Marghinotti nella prima metà del secolo XIX e raffigurante la Vergine con Anime Purganti.

Il presbiterio, il cui assetto attuale si deve in gran parte agli interventi attuali nella metà sel secolo XIX, accoglie un altare neoclassico realizzato su progetto di Andrea Ugolini. Nell'abside è presente il coro dei Canonici realizzato in legno intagliato mentre sulla parete di fondo si trova un
imponente olio su tela riconducibile al secolo XVIII e raffigurante sant'Antioco, santa Chiara e sant'Agnese ai piedi della vergine e della Trinità, indicata da un angelo. La cattedrale custodisce inoltre un'importante collezione di oggetti preziosi ad uso liturgico e di paramenti sacri. Tra gli argenti particolare importanza rivestono un pastorale, finemente lavorato con la tecnica dela cesello e dello sbalzo, e attribuito a bottega cagliaritana del secolo XVI; due croci processionali di struttura tardo gotica e diversi calici, uno dei quali datato reca l'iscrizione "de la obra de santa Juliana 1628".

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